Manifesto

Ci sono cose che sentiamo prima ancora di saperle dire.

A volte restano in silenzio. Altre volte basta incontrare una frase, un’immagine o un gesto per riconoscerle.

Da qui nasce La Bussola del Senso.

Nasce dai pensieri che attraversano molte persone, ma che non sempre trovano le parole per essere raccontati. Dall’amore che non fa rumore e dalla gentilezza che nessuno vede. Dalle relazioni, dalla famiglia e dalle amicizie che ci hanno insegnato qualcosa senza volerlo.

Nasce anche dalle assenze che continuano a parlare, dai ricordi che tornano, dalle persone che restano. Da una parola detta nel momento giusto e da quelle cose apparentemente piccole che, per qualcuno, possono avere un significato enorme.

Personaggio de La Bussola del Senso che intreccia un filo tra un cuore, una stretta di mano e una stella.
La Bussola del Senso esiste per dare VOCE a un modo di vivere e di sentire in cui le persone possano riconoscersi e sentirsi parte di una stessa visione del mondo.

Una bussola, senza una strada già scritta.

A una bussola chiediamo solitamente una direzione. Questa, invece, non vuole decidere dove andare al posto di qualcuno.

Non insegna come vivere. Non giudica. Non propone formule per essere felici e non pretende di conoscere la direzione giusta per un’altra persona.

Non offre una mappa già pronta. Può, qualche volta, ricordare che anche quando intorno c’è molto rumore esistono cose che continuano ad avere valore. E farci riconoscere qualcosa che sentivamo già.

Riconoscersi

“Anch’io sento così.”

È questa la risposta che La Bussola spera di incontrare. Non la sensazione che qualcuno stia insegnando qualcosa, ma il sollievo semplice di sentirsi compresi.

Persone diverse possono riconoscersi nello stesso modo di sentire, senza dover appartenere a una categoria o a un gruppo definito. Da quel riconoscimento può nascere una forma discreta di appartenenza.